Modus DJ fa ballare Milano, dal mixer del Philipp’s Club
Modus DJ fa ballare Milano, dal mixer del Philipp’s Club
Modus DJ non ama celebrare troppo i risultati che raggiunge con la musica. «Per la seconda primavera consecutiva sono impegnato con il progetto Philipp’s Club, nota location milanese dello stilista Philipp Plein, sbarcato in città con The Plein Hotel nel settembre 2024». A chi gli chiede cosa stia facendo in questa primavera 2026, risponde semplicemente così. Nato a due passi dal mare in Puglia, Salvatore Modeo al mixer Modus Dj da tempo vive a Milano. E qui da tempo fa ballare molte delle situazioni più up della città... e non solo.
Modus DJ non ama celebrarsi e sa senz'altro come scherzare. «Ho un po’ di timore nell’immaginarmi la figura del dj nei prossimi 20-30 anni. Parliamo del 2050 circa... a livello personale, invece mi immagino con la barba. I capelli, il ciuffo biondo».
Che musica proponi e ascolti in questo periodo?
«I miei set al Philipp’s hanno una struttura tech e afro house, contaminata per brevi tratti dal pop, con remix che rendono tutti contenti e felici. Quello che ascolto nella mia vita privata, in questo momento storico, lascia il tempo che trova: mi sentirei dire “sei fuori mercato” oppure “sei un boomer”».
Come vedi il clubbing in questo periodo? E' vero che è tutto in crisi?
«Spesso, anzi sempre, leggo della crisi del clubbing e paragoni con il passato, perdendo di vista il presente. Abbiamo nuove realtà su Milano, ma vale un po’ per tutta Italia. Ho sposato il progetto Philipp’s Club, perché mi è stata data l’opportunità di farlo, e sono concentrato, dal primo giorno a oggi, a diffondere e rafforzare l'identità di Philipp’s con la mia musica».
Che tipo di musica vogliono ascoltare oggi le persone nei top club quando hanno voglia di scatenarsi?
«Forse la domanda non ha senso. La gente ormai cerca l’experience, motivo per il quale sono tornati prepotentemente i dinner show nel pre-clubbing. I club di nuova generazione investono tutto su ledwall e impianti anche video per effetti per creare il celebre "effetto wow"»
Come balleremo nell'estate 2026? Il Soft Clubbing crescerà ancora?
«Lo spero, il Soft Clubbing deve crescere. Come succede ormai da diversi anni nel nostro settore, arriviamo sempre ultimi o quasi. Attrezziamoci: dal momento che citiamo sempre il passato, abbiamo l’occasione per far risorgere i vecchi matinée, aggiornati ed evoluti, come il progetto m2o Morning Club, davvero tanta roba, sia al mattino sia nei pomeriggi. Questo permetterebbe di formare nuovi clubber che possano vivere la musica in maniera diversa, in vari momenti della giornata e non solo la notte».
Se tu dovessi scappare su un'isola deserta e portarci solo 5 tracce o 5 album di altri artisti, dicci quali sceglieresti e perché.
Partiamo da un dato di fatto: non credo scapperò mai su un’isola deserta. Ma se proprio dovesse succedere, porterei "The Very Best Of Vivaldi", per rilassarmi e dormire sereno; "Blood On The Dance Floor" di Michael Jackson; "Blind" di Hercules & Love Affair, nel remix di Frankie Knuckles, che utilizzo tuttora nei miei dj set... e poi tutti gli One Shot anni ’70. Lascio a voi gli album e invece scelgo "Marina" di Rocco Granata. Su questa canzone potrei scrivere pagine intere. Dolci ricordi, valore affettivo, anni ’90. La melodia di questa canzone è la prima che ho memorizzato a 5 anni, suonata su una tastiera Yamaha a 2 ottave, che conservo con tanto affetto, grazie alla tanta pazienza avuta dal mio caro nonno ».
MODUS DJ
https://www.instagram.com/modusdj/
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